Monitoraggio dei feed RSS: perché i feed RSS da soli non bastano

Di Dr. Karsten Richter | Ultimo aggiornamento:

I feed RSS sono uno strumento sottovalutato. Esistono dal 1999, sono sopravvissuti alla scomparsa di Google Reader e stanno vivendo una rinascita – Il mercato globale degli RSS crescerà da 2,4 miliardi di dollari (2024) a una cifra prevista di 4,5 miliardi di dollari entro il 2035. Chi desidera seguire i blog della concorrenza, i podcast o le notizie di settore, con una buona configurazione RSS può ottenere risultati sorprendenti – gratuitamente e senza troppa fatica.

Tuttavia, come soluzione completa per il monitoraggio della concorrenza nel settore B2B, RSS presenta un punto debole fondamentale: non consente infatti di monitorare i canali B2B più importanti.

Cosa sa fare davvero bene l'RSS

Prima di passare ai limiti: RSS funziona alla perfezione con queste fonti.

Blog aziendali

Quasi tutti i blog B2B seri dispongono di un feed RSS – spesso sotto /feed, /rss.xml oppure /blog/feed. Quando un concorrente pubblica un nuovo articolo, questo viene automaticamente visualizzato nel vostro lettore. Questo è il classico punto di forza dell'RSS.

Comunicati stampa

Le piattaforme di PR come PR Newswire e Business Wire offrono feed RSS suddivisi per azienda, settore o regione. Chi desidera sapere quando un concorrente pubblica un comunicato stampa ufficiale troverà queste piattaforme molto utili, in particolare per gli annunci di finanziamento e le operazioni di fusione e acquisizione, che spesso vengono rese note per prime proprio tramite comunicato stampa.

Podcast

Da un punto di vista tecnico, i podcast sono feed RSS. Ogni canale podcast ha un URL del feed: in questo modo potete seguire automaticamente quando un concorrente o una fonte importante del settore pubblica un nuovo episodio.

Canali YouTube: il trucco segreto

Pochissimi lo sanno: YouTube offre per ogni canale pubblico un feed RSS nascosto . Il formato è il seguente:

https://www.youtube.com/feeds/videos.xml?channel_id=[CHANNEL_ID]

L'ID del canale si trova nell'URL della pagina del canale (in @Handle-Canali: nella pagina del canale, sotto «Informazioni» → «Condividi» → «Copia ID canale»). Inserite questo URL in Feedly o Inoreader e sarete immediatamente avvisati non appena verrà pubblicato un nuovo video. Questo feed è decisamente più affidabile rispetto al feed delle iscrizioni di YouTube, che sta diventando sempre più lacunoso a causa delle modifiche agli algoritmi.

I limiti dell'RSS

L'RSS copre una parte importante della comunicazione pubblica dei concorrenti, ma non tutto.

LinkedIn: nessun feed pubblico

LinkedIn ha eliminato il proprio feed RSS pubblico per le pagine aziendali nel 2013. Da allora non è più possibile, Post su LinkedIn da seguire tramite RSS – né le pagine aziendali né i profili dei dirigenti. Si tratta di un problema non da poco, poiché LinkedIn rappresenta per le aziende B2B il canale più importante per il lancio di prodotti, le assunzioni strategiche e il posizionamento sul mercato.

Newsletter: non disponibile di default

Le newsletter via e-mail vengono inviate direttamente agli iscritti: non esistono feed RSS a questo scopo, a meno che il mittente non offra esplicitamente un archivio web con feed RSS (cosa rara). Per le newsletter della concorrenza occorre un approccio diverso, che illustriamo nell'articolo su Scansione della newsletter descrivere.

Modifiche dinamiche al sito web

L'RSS rileva solo i nuovi contenuti, non le modifiche apportate alle pagine esistenti. Se un concorrente aggiorna la sua pagina dei prezzi, la panoramica delle funzionalità o le descrizioni dei posti di lavoro, non ne sarete informati tramite RSS.

costi di manutenzione

I feed RSS possono smettere di funzionare, essere spostati o essere disattivati – e spesso ve ne accorgete solo settimane dopo, quando non arrivano più aggiornamenti. Con 10 concorrenti che dispongono ciascuno di 3-4 fonti RSS, si tratta di un carico di lavoro di manutenzione da non sottovalutare.

Utilizzare al meglio i feed RSS: consigli pratici

Chi desidera utilizzare gli RSS come parte della propria configurazione di monitoraggio, può ottenere ottimi risultati con questi strumenti e metodi, anche senza ricorrere a uno strumento specifico per l'analisi della concorrenza.

Feedly con filtro basato sull'intelligenza artificiale (Feedly Leo)

Feedly è il lettore RSS più utilizzato per il monitoraggio professionale dei contenuti. La funzione di intelligenza artificiale «Feedly Leo» filtra i feed in base all’argomento, esclude gli articoli irrilevanti e crea ogni giorno un riepilogo con le notizie prioritarie. Ciò risolve, almeno in parte, il problema del rapporto segnale/rumore all’interno dell’ecosistema RSS.

Inoreader con avvisi per parole chiave

Inoreader offre un servizio di avvisi per parole chiave: quando una determinata parola compare in un articolo del feed, riceverete immediatamente una notifica. Utile per le parole chiave della concorrenza, come i nomi dei prodotti, "prezzi" o "Serie B".

Automazione tramite Make o Zapier

I nuovi post RSS possono essere inoltrati automaticamente a un canale Slack o alla dashboard di un team: bastano pochi minuti per configurarli con Make o Zapier. Questo risolve il problema della mancanza di visibilità all'interno del team e trasforma l'RSS in un vero e proprio strumento di monitoraggio collaborativo.

Quando l'RSS raggiunge i propri limiti

L'RSS è un ottimo strumento, ma non basta se volete rispondere alle seguenti domande:

  • Cosa ha pubblicato il concorrente X su LinkedIn la settimana scorsa?
  • Quali nuovi video ha pubblicato il concorrente Y su YouTube – e cosa dicono i commenti?
  • Cosa c'era scritto nell'ultima newsletter del concorrente Z?
  • Il concorrente X ha modificato la sua pagina dei prezzi?

Per queste domande vi servono canali che RSS non copre. L'RSS sta vivendo una rinascita – ma proprio perché gli algoritmi diventano sempre meno affidabili e la portata dei social media diminuisce, la necessità di un accesso più diretto alle fonti aumenta, anziché diminuire. L'RSS da solo non basta a colmare questa lacuna.

Conclusione

L'RSS non è un mezzo ormai superato: grazie al trucco del feed di YouTube, a Feedly Leo e a un'automazione di Make, avrete a disposizione una configurazione efficiente ed economica per blog, podcast e canali YouTube. Si tratta di un ottimo punto di partenza per il monitoraggio della concorrenza.

Il limite: LinkedIn e le newsletter – le due principali fonti di segnali nel B2B – non sono quindi rilevabili. Chi ha bisogno di un quadro completo deve combinare gli RSS con altri canali. L'articolo spiega come filtrare i segnali realmente rilevanti dai dati raccolti Segnale e rumore nel marketing B2B.

Domande frequenti